Esplorazione di un vecchio fontanile divenuto sotterraneo

Esplorazione di un vecchio fontanile divenuto sotterraneo

Esplorazione di un vecchio fontanile divenuto sotterraneo

Il territorio milanese è ricco di fontanili, ovvero sorgenti d’acqua dolce naturale che nei secoli scorsi furono fatte affiorare dall’uomo per le proprie necessità. In alcuni casi, quando l’acqua giungeva in superficie spontaneamente, il termine più adatto per indicare questa sorgente era risorgiva. Entrambi i termini con il passare del tempo si sono sovrapposti perché i fontanili venivano scavati in zone dove già c’era la presenza di risorgive.
In questo caso abbiamo esplorato questo vecchio fontanile che un tempo irrigava una zona alla periferia di Milano. A causa dello sviluppo urbano e della presenza della vicina ferrovia, esso è stato canalizzato e coperto. E’ stato esplorato una sera e purtroppo conserva tracce tangibili della presenza di senzatetto che lo hanno utilizzato come ricovero per viverci.

 

 

Dal sottosuolo di Milano riemergono due antiche colonne con capitelli

Dal sottosuolo di Milano riemergono due antiche colonne con capitelli

Dal sottosuolo di Milano riemergono due antiche colonne con capitelli.

Il fusto a sezione esagonale od ottagonale della prima colonna è in granito, mentre il capitello in marmo bianco potrebbe essere rinascimentale, richiamante lo stile corinzio. Si scorgono male, stretti come sono tra le macerie e l’armatura del cavo con sbadacchi metallici.

Poco più avanti, all’interno della profonda trincea, spicca in tutta la sua antica eleganza una seconda colonna: ha il fusto cilindrico con capitello e richiamano lo stile toscano.

Ad avvisarci della prima colonna è stato Frantz Gauviniere, artista francese che ama dipingere Milano sorvolata da sorridenti e ammiccanti draghi-femmina alati.

La seconda colonna l’abbiamo letteralmente scoperta sollevando un telo, forse calato a bella posta per celarla ad occhi indiscreti.

I due elementi del passato sono emersi nell’aprile del 2016 e si trovavano all’interno di un cantiere per la posa della rete di teleriscaldamento, in Corso Monforte. La prima è situata davanti al numero civico 33, proprio dove l’accesso conduce al cortile che separa Palazzo Diotti da Palazzo Isimbardi e da cui s’innalza la Torre delle Sirene. La seconda è prossima all’angolo con Via Conservatorio.

Non si tratta di elementi lapidei frutto di demolizioni e successivi innalzamenti del fondo stradale, ma di manufatti ben conservati e che fanno parte di ambienti sotterranei ancora integri, se si eccettuano i danni operati dalla ruspa. Erano la parte sottostante di edifici esistiti almeno fino ai primi decenni del Settecento.

Nel dettaglio del Catasto Teresiano (1722), che riproduciamo per una migliore comprensione, abbiamo indicato la posizione d’entrambe: la prima in rosso e la seconda in celeste. Rimane chiaro che si tratta di colonne ancora in sito, interne alle corti d’antichi edifici.

La lunga trincea ha inoltre portato alla luce alcune strutture sotterranee non identificabili a causa della distruzione operata dalla ruspa e delle opere messe in posa per il cantiere. Una di queste parrebbe una galleria e potrebbe trattarsi d’un tratto di fognatura otto-novecentesca. Sono inoltre spuntati anche altri elementi lapidei, resti di un passato che potrebbe senz’altro dire ancora qualche cosa.

Terminati i lavori le antiche vestigia sono state semplicemente ricoperte.

Si lascia al lettore ogni altro pensiero sulla salvaguardia del patrimonio architettonico e artistico della città che, tra uno scavo e l’altro, è sempre più degradato e ignorato.

 

Sempre l’anno scorso è apparso sul Corriere della Sera anche un articolo Di Paola D’Amico: Colonne e capitello riemergono dagli scavi per il teleriscaldamento (30 aprile 2016), ed eccone il link.

 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_aprile_30/colonna-capitello-riemergono-scavi-il-teleriscaldamento-7f3804c6-0e32-11e6-91a4-bd67d1315537.shtml