Hypogean Archaeology. Leonardo da Vinci & Luigi Bertarelli: andando «allo cripto itinere

Hypogean Archaeology. Leonardo da Vinci & Luigi Bertarelli: andando «allo cripto itinere

Hypogean Archaeology

Mercoledì 27 febbraio 2019 in Urban Center Milano si è tenuta la conferenza pubblica introdotta dal responsabile, Alfredo Spaggiari:

Leonardo da Vinci & Luigi Bertarelli: andando «allo cripto itinere

Si è parlato della grotta-miniera Ferrera, situata nel territorio di Mandello Lario (Lecco), indubbiamente visitata da Leonardo da Vinci e di cui ci ha lasciato breve cenno.

«… e i magior sassi scoperti che si truovino in questi paesi sono le montagne di Mandello, visine alle montagne di Leche e di Gravidonia. In verso Bellinzona a 30 miglia a Leco, è quelle di valle Ciavenna; ma la maggiore è quella di Mandello, la quale à nella sua basa una busa di verso il lago, la quale va sotto 200 scalini e qui d’ogni tempo è diaccio e vento» (Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f.214 v.e).

Inoltre si sono ricordate le pubblicazioni in cui è stato presentato il lavoro, tra cui figura il primo numero della Collana Hypogean Archaeologydella Federazione Nazionale Cavità Artificiali, edito dai British Archaeological Reports(BAR Publishing – Oxford) nel 2007.

 

Amedeo Gambini, del Gruppo Proteus Speleosub, ha presentato il dodicesimo numero della Collana Hypogean Archaeology (BAR International Series 2916), fresco di stampa:

Antro delle gallerie, indagini di archeologia mineraria in Valganna (Varese)

Il lavoro è stato dedicato a Ivo Scacciotti, del Gruppo Speleologico C.A.I. Varese, recentemente scomparso.

 

Il volume, come gli altri dei BAR, è ordinabile accedendo al sito barpublishing.com.

https://www.barpublishing.com/antro-delle-gallerie-indagini-di-archeologia-mineraria-in-valganna-varese.html

 

Ecco la presentazione del libro di Amedeo:

 

«Prefazione

Nel 1982 mi sono recato in Valganna una prima volta per visitare il complesso ipogeo denominato Antro delle Gallerie o, più curiosamente, Sfinge della Valganna. Sono andato assieme ad Andrea Ferrara, caro amico prematuramente scomparso, ma non ne abbiamo trovato l’ingresso, vagando inutilmente nel bosco. In compenso ci siamo recati all’abbazia di San Gemolo a Ganna facendo la conoscenza del suo priore: don Mario Frecchiami, conoscitore dell’Antro.

Diversi anni prima il religioso si era interessato all’Antro delle Gallerie e coadiuvato da altre persone aveva individuato l’accesso inferiore.

Ed è stato proprio questo il punto su cui si sono sviluppate le congetture e si sono promosse, anno dopo anno, le campagne di studio: capire il motivo del dedalo di cunicoli e gallerie scavate nel fianco del monte, ma anche vedere che cosa vi fosse tra l’accesso superiore e l’inferiore. Il primo era stato scoperto “ufficialmente”, come ha scritto don Frecchiami, nel 1873 dal sacerdote Raffaele Inganni della parrocchia di San Celso a Milano. Il secondo era stato rintracciato a seguito di uno sterro il giorno11 febbraio 1961, proprio da don Mario Frecchiami, ma senza pervenire alla sua completa disostruzione. Crolli e smottamenti avevano successivamente obliterato lo sbocco inferiore determinando la cessazione delle operazioni di recupero.

Tra i due ingressi vi erano, e vi sono tutt’ora, cunicoli e gallerie sommersi i quali hanno attirato indiscutibilmente la mia curiosità e la fantasia ben più del dedalo “a portata di mano” costituito dalle opere non sommerse e solo in parte ostruite da sedimenti e cedimenti strutturali.

Ho conosciuto Amedeo Gambini nel 1984, il quale da poco s’era iscritto al Gruppo Grotte Milano, Sezione Escursionisti Milanesi del Club Alpino Italiano. Speleologo, subacqueo e speleosubacqueo provetto, mi ha subito trasmesso solidità e competenza, al punto che quello stesso anno l’ho coinvolto nelle operazioni all’Antro. Effettuava così la sua prima esplorazione della parte sommersa immergendosi nel Pozzo Quadro e stendendone il rilievo planimetrico. Si poteva pertanto affermare che la perforazione ad asse verticale era effettivamente connessa a un sottostante sistema di cunicoli e gallerie, ma la cui percorrenza era pericolosa.

Se l’Antro delle Gallerie suscitava un fascino particolare, per poterlo studiare determinandone lo scopo dello scavo occorreva innanzitutto esplorare completamente le parti non sommerse, rilevarle planimetricamente e metterle in relazione alla superficie esterna. Solo così si sarebbe compresa l’articolazione e si sarebbero potuti individuare eventuali altri accessi. Come effettivamente è avvenuto in tempi recenti.

Alla metà degli anni Ottanta si era andati a verificare il racconto secondo cui il complesso pareva collegato alla vicina Grotta dell’Alabastro. La cavità naturale era stata indubbiamente interessata dall’attività d’estrazione delle concrezioni alabastrine, ma oltre a presentare sulle pareti talune tracce di scavo analoghe a quelle riscontrate nelle gallerie principali dell’Antro, non offriva ulteriori prospettive. Veniva tuttavia considerato che, se prosecuzione vi fosse effettivamente stata, essa doveva trovarsi seppellita al di sotto di svariati metri cubi di detriti che intasavano il fondo della sala principale.

Nel frattempo si era riordinato l’Archivio Chiesa custodito presso il Gruppo Grotte Milano, la cui massima parte riguardava proprio l’Antro, e le operazioni si concentrarono nuovamente solo su di esso.

Dagli anni Ottanta ad oggi Amedeo Gambini ha fatto anche di più: ha cercato di fornire una motivazione scientificamente plausibile all’esistenza del complesso, traendolo dall’appellativo di “sfinge” datogli nel XIX secolo.

Ha diretto le operazioni esplorative, ha condotto nuove indagini speleosubacquee, completato il rilievo del complesso, esaminato le tracce di scavo lasciate dagli attrezzi e disostruito un ulteriore accesso. Non solo: Amedeo Gambini ha cercato confronti con altre coltivazioni sotterranee sia italiane sia straniere, ha studiato testi d’ingegneria mineraria d’epoca e la strumentaria utilizzata nelle miniere preindustriali. Per primo ha esaminato e studiato la documentazione relativa all’Antro, che vari ricercatori avevano prodotto nel tempo, componendo il chiaro quadro della storia esplorativa.

Tante sono state le persone che a vario titolo hanno partecipato alle operazioni, ma solo Amedeo ha saputo con ferma costanza conseguire il completo risultato.

A mio avviso la Speleologia costituisce oggi una delle ultime frontiere terrestri dell’esplorare. La ricerca e lo studio delle Cavità Artificiali condotti mediante l’utilizzo dell’attrezzatura e della metodologia speleologica e speleosubacquea possono dare risultati notevoli nell’ambito della conoscenza delle opere del passato.

L’Esploratore che alberga in molti di noi può “uscire allo scoperto” con una buona preparazione unita alla determinazione nel voler conseguire il risultato.

Questo libro ne è la testimonianza.

Milano, 26 novembre 2018

Gianluca Padovan (Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano – Federazione Nazionale Cavità Artificiali)».

 

“allo cripto itinere”. Un nuovo appuntamento con la speleologia nel cuore di Milano

“allo cripto itinere”. Un nuovo appuntamento con la speleologia nel cuore di Milano

«allo cripto itinere»

Mercoledì 27 febbraio 2019, alle ore 18.00, presso Urban Center Milano (Galleria Vittorie Emanuele II) si terrà la conferenza pubblica:

Leonardo da Vinci & Luigi Bertarelli: andando «allo cripto itinere»

Si parlerà delle pubblicazioni riguardanti la grotta-miniera La Ferrera, situata in Val Meria (Lecco), e della descrizione lasciataci da Leonardo da Vinci. Ma si parlerà soprattutto dell’Antro delle Gallerie, noto anche con l’appellativo di “Sfinge della Valganna”; l’ipogeo è stato visitato anche dal co-fondatore del Touring Club Italiano Luigi Bertarelli. Si presenterà innanzitutto e soprattutto il libro che parla di questo antico dedalo di cunicoli e gallerie:

Antro delle gallerie, indagini di archeologia mineraria in Valganna (Varese)

Il libro è stato scritto da Amedeo Gambini e pubblicato nel 2019 nella collana Hypogean Archaeologydella Federazione Nazionale Cavità Artificiali. Per ulteriori dettagli si rimanda alla lettura della locandina.

 

Dragonesse, monumenti e acque del passato a Milano

Dragonesse, monumenti e acque del passato a Milano

Gianluca Padovan, con cui condivido amicizia e impegni lavorativi da più di dieci anni, è un vulcano di idee e di propositi. Non l’ho mai visto inattivo, se non per quei brevi periodi che seguono la chiusura di un libro. La sua carica, la sua propensione al fare, sempre e comunque, lo ha portato spesso a percorrere sentieri che possono portare lontano dalla normale pratica speleologica. Ma questo è solo in apparenza. I risultati di queste sue divagazioni sono  ottimi e spesso originali. Con piacere vi invito a partecipare alla serata del 30 novembre 2018 presso Urban Center per vedere quale nuovo progetto editoriale sta per vedere la luce, progetto nato dall’incontro tra il vulcanico speleologo e l’artista vandeano Frantz Gauviniere le cui illustrazioni assomigliano più a visioni, a volte terrificanti. Restate sintonizzati.

Ippolito E.Ferrario

 

 

Tre serate all’insegna di Milano Sotterranea presso Urban Center

Tre serate all’insegna di Milano Sotterranea presso Urban Center

Tre serate in cui parleremo di Milano sotterranea; lo faremo grazie all’ospitalità riservataci da Urban Center, spazio polifunzionale del Comune di Milano in Galleria Vittorio Emanuele. Passaggi segreti, cripte, canali, ma anche ricoveri antiaerei, bunker e tutto quello che il sottosuolo cittadino nasconde. Vi aspettiamo.

URBAN CENTER

Alla scoperta di Milano sotterranea Architetture sotterranee, passaggi segreti, cripte e gallerie da esplorare e documentare. Relatori: Ippolito Edmondo Ferrario, Gianluca Padovan.

17 maggio, ore 18.00 I segreti in città: dalle cripte ai passaggi sotterranei. Sotto di noi c’è un mondo fatto di cripte e passaggi segreti, che i nuovo libro Alla scoperta di Milano sotterranea documenta con duecento schede e numerosi percorsi storici. Le indagini sono state condotte dagli speleologi dell’Associazione S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano) in più di vent’anni d’attività. Introduce: Alfredo Spaggiari (Responsabile di Urban Center Milano). Ospiti: Paolo Galimberti (responsabile Fondazione IRCCS Ca’ Granda), Maria Cristina Giambruno (professore ordinario in Restauro presso il Politecnico di Milano), Gabriella Ragozzino (fondatrice di MilanoGuida), Gianluca Padovan (Presidente S.C.A.M, speleologo, scrittore), Ippolito Edmondo Ferrario (scrittore, speleologo).

14 giugno, ore 18.00 Milano si difende: dalle mura medievali ai rifugi antiaerei. Con la “strada segreta di dentro”, menzionata da Leonardo da Vinci, e la nascita della “città fortificata perfetta” teorizzata da Averlino detto “il Filarete”, il percorso architettonico e storico conduce non solo ai passaggi segreti, ma anche ai resti delle mura rinascimentali urbane. Successivamente Milano costruirà nuove difese e nel XX secolo dovrà proteggere i civili dai bombardamenti aerei. Introduce: Alfredo Spaggiari (Responsabile di Urban Center Milano). Ospiti: Laura Barbirato (preside della Scuola primaria Giacomo Leopardi), Maria Fianchini (professore associato in Tecnologia dell’Architettura), Gabriella Ragozzino (fondatrice di MilanoGuida), Edgardo Tezzon (Direttore dell’Arena Civica).

28 giugno, ore 18.00 Dal sottosuolo la vita: acquedotto e fognatura nella città che si evolve. Fino dagli albori del tempo l’acqua potabile dei Milanesi proveniva dai pozzi e sempre grazie a questi il moderno Acquedotto Civico utilizza l’acqua di falda a partire dal 1889. Le opere sotterranee conducono dall’uso dell’acqua al suo smaltimento mediante le opere di fognatura, che a ben vedere sono costituite da straordinarie architetture. Celati sotto i nostri ignari piedi rimangono inoltre chilometri e chilometri d’antichi canali, oggi voltati e non più alla luce del sole. Introduce: Alfredo Spaggiari (Responsabile di Urban Center Milano). Ospiti: Ospiti: Maria Antonietta Breda (Architetto e Storica dell’architettura), Maurizio Brown (già Direttore Acque reflue e Depurazione), Carlo Carrettini (già Direttore Acquedotto).