La Gorgone…stay tuned

La Gorgone…stay tuned

Primi giorni di dicembre. Metti una sera di fitta pioggia in cui due scrittori-speleologi si incontrano all’ombra dell’austera Basilica di Sant’ Eustorgio. Siamo nell’antico quartiere del Ticinese a Milano. Da lì a poco riaffiorano i ricordi, magari un po’ sbiaditi, di alcune esplorazioni speleologiche condotte nella basilica stessa, e nei suoi dintorni, più di vent’anni prima. Il più giovane dei due chiede all’altro notizie della cosiddetta “Galleria dei Sedili” che all’epoca non si riuscì ad esplorare in quanto completamente invasa dalle macerie. La fantasia e le supposizioni galoppano, complici una sera in cui Milano mette i brividi e un paio di birre weizen ghiacciate. I due decidono così di raccontare una storia noir che metta i brividi. Una di quelle in cui si narra di una certa Milano che in apparenza non esiste più, ma che sopravvive nel sottosuolo, in un complesso reticolo di canali sotterranei, cunicoli e passaggi. In quella sera è nata la Gorgone. Rimanete sintonizzati.

Ippolito e Gianluca

Capitani Coraggiosi. La Speleologia in Cavità Artificiali approda al Mudec di Milano

Capitani Coraggiosi. La Speleologia in Cavità Artificiali approda al Mudec di Milano

L’avventura umana della scoperta

Questa sera (ma oramai ieri sera, 27 settembre) al MUDEC di Milano è stata inaugurata la mostra «Capitani coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906-1990)».

È lo sguardo su quelle che furono vere e proprie imprese, frutto di organizzazione, determinazione, disciplina e soprattutto coraggio. Abbiamo le spedizioni in alta quota, con le ascese italiane al Karakorum, le trasvolate e il ricordo del Circuito aereo internazionale di Milano del 1910, le imprese con il dirigibile…

Una sala è dedicata alla Speleologia in Cavità Naturali e alla Speleologia in Cavità Artificiali.

Chiaramente si parla del Gruppo Grotte Milano SEM-CAI e dei suoi 120 anni d’attività. Un oggetto esposto è particolarmente interessante: si tratta di un elmetto italiano convertito all’utilizzo speleo, dipinto di bianco e dotato di frontalino.

Una foto della Spluga della Preta mi ha ricordato quel che faceva il biospeleologo Domenico Zanon, eccezionale fuoriclasse: scendeva in questa grotta da solo fino al fondo e vi rimaneva per 2-3 giorni a studiare la fauna ipogea nel suo ambiente naturale.

Ottocento e passa metri! E per studio! Senza poi contare gli studi condotti nei sotterranei del Castello di Milano, scoprendovi insetti tipici delle grotte profonde. Stasera c’era anche lui, Domenico, sorridente e inossidabile. E c’era pure Tiziano Trezzi, altro biospeleologo fuoriclasse.

Una foto, proveniente dall’Archivio del G.G.M., ha calamitato la mia attenzione: si tratta di due speleo con paglietta in testa e corda a tracolla all’interno del mitico “Antro delle Gallerie” sul finire del XIX secolo. Sull’Antro, a breve, vi sarà una piacevole sorpresa, ma non voglio rovinarvela dicendo di più.

Le Cavità Artificiali parlano invece delle esplorazioni e degli studi condotti dall’Associazione S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano), le cui foto sono di Beatrice Mancini: quella del Tempio della Notte è ovviamente la più “gettonata”. Nel filmato proiettato su piccolo schermo sono montati spezzoni di esplorazioni condotte pochi mesi fa nel “ventre” di Milano.

Il catalogo della mostra, agevole e interessante, è stato curato da Anna Antonini, Carolina Orsini e Franco Farinelli. Non perdetevelo.

La parte di Speleologia in grotta è di Alberto Buzio, che credo tutti o quasi conosciate. Ha tracciato una storia di decenni, la quale in futuro meriterebbe d’essere raccolta e raccontata non in un “bollettino speleo”, ma in più libri illustrati. Il testo di quella in cavità artificiali, o meglio d’Archeologia del Sottosuolo, è di Ippolito Edmondo Ferrario e del sottoscritto.

Quello che stasera ho detto, in primis ad Andrea Maconi, è che noi tutti abbiamo condotto e ancora conduciamo un’attività straordinaria frutto del nostro solo impegno, dove mettiamo tempo, professionalità, rischio e soldi… tutto di tasca nostra. Il minimo che possiamo fare è lasciare ai posteri i risultati delle nostre esplorazioni e dei nostri studi condotti innanzitutto sul campo. Chi verrà dopo avrà una solida base di partenza da cui proseguire.

La Mostra è a ingresso libero ed è aperta fino al 10 febbraio 2019: non mancate di farci un salto, così potrete vedervi anche il resto del Museo. Per ulteriori informazioni consultate il web: mudec.it.

Ma se la mostra ha parlato delle attività passate, Elena Rognoni mi ha invece mostrato stasera delle belle foto d’una miniera settecentesca, la quale s’affaccia sul Lario, che assieme ad altri speleo sta tutt’oggi studiando.

E, come si suole dire: che l’Esplorazione continui!

Avantitutta!

Gianluca Padovan (Ass.ne SCAM – FNCA)

L’esplorazione dell’antica Roggia Rigosella in una serie di immagini

L’esplorazione dell’antica Roggia Rigosella in una serie di immagini

Ancora una volta gli speleologi dello SCAM (Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano) hanno dimostrato che la città di Milano, in particolare il suo sottosuolo, è ricco di testimonianze storiche. Nell’ambito di un ampio studio condotto dal Politecnico di Milano, gli esperti del sottosuolo hanno completato l’esplorazione dei canali un tempo funzionali alle naumachie che si realizzavano all’interno dell’Arena Civica. Sul campo, supportati dal Direttore dell’Arena Civica Edgardo Tezzon e dalla Professoressa Maria Antonietta Breda del Politecnico di Milano, si sono ritrovati Gianluca Padovan, Francesco Ragozzino e Ippolito Edmondo Ferrario. L’esplorazione ha evidenziato purtroppo la presenza di numerosi scarichi fognari che si immettono all’interno della Roggia Rigosella.

 

 

Alla scoperta di Milano sotterranea. La prima guida per visitare il sottosuolo della città

Alla scoperta di Milano sotterranea. La prima guida per visitare il sottosuolo della città

Alla scoperta di Milano sotterranea.

Martedì 21 marzo avevamo pubblicato l’articolo “Finalmente ci siamo…”, per annunciare la prossima uscita del nostro libro. Ma l’attività suburbana e di presentazione di alcuni lavori svolti ci hanno poi tenuti occupati al punto da farci scordare di pubblicare sul sito le “coordinate” del nuovo lavoro sui sotterranei di Milano.

Ad ogni buon conto… ecco il tutto.

Nel ventre della città …

Dopo aver raccontato delle nostre esplorazioni sotterranee a Milano e a Mombello nel libro Milano Sotterranea, edito da Newton Compton nel 2013 (e ristampato nel 2017), con questo nuovo libro, Alla scoperta di Milano sotterranea, parliamo in dettaglio delle cavità artificiali milanesi e delle opere architettoniche ad oggi ancora inesplorate nelle loro parti ipogee.

Le cavità artificiali sono strutturate per tipologie e sottotipologie, con ben 200 schede che illustrano le opere architettoniche principali. In pratica le indicazioni che si forniscono consentiranno di giungere in posti particolari e magari di riprendere le esplorazioni da dove noi le abbiamo lasciate.

Avanti, quindi, perché il sottosuolo di Milano possiede ancora molto da scoprire.

Buona lettura!

Book trailer:

 

Autori: Ippolito Edmondo Ferrario & Gianluca Padovan

Titolo: Alla scoperta di Milano sotterranea

Edito da: Newton Compton Editori

Luogo: Roma

Anno: 2018

Formato: 15 x 88, copertina rigida

Pagine: 510

Immagini: 114 b/n

 

La cripta della chiesa di San Fedele a Milano

La cripta della chiesa di San Fedele a Milano

Alcuni scatti fotografici della cripta della chiesa di San Fedele, un piccolo gioiello architettonico, nel cuore di Milano, che custodisce tesori artistici antichi e moderni.

Cripta della chiesa di San Fedele

Ubicazione. Piazza San Fedele n. 4.

Mezzi pubblici. Linee tranviarie 1 e 12; metropolitana M1 (St. Duomo) e M3 (St. Duomo).

Visita. A pagamento.

Contatti. Parrocchia San Fedele, siti Internet: centrosanfedele.net, parrocchiasanfedele.gesuiti.it.

La cripta viene tenuta aperta e visitabile grazie ai volontari del Touring Club Italiano:

https://www.touringclub.it/destinazione/137667/chiesa-di-san-fedele

Chiesa dei Gesuiti costruita nella seconda metà del XVI secolo, è situata sul sedime della più antica chiesa di Santa Maria in Solariolo o Solario «poiché sorta accanto ad una casa solariata, cioè il tradizionale edificio medioevale di area padana, con al piano inferiore a portici e al piano superiore una sala con funzioni pubbliche» (Sito Internet: lombardiabeniculturali.it.).

La cripta, unitamente alla chiesa, sono state recentemente restaurate; all’interno vi è un percorso artistico, religioso e storico attraverso la sacrestia, la così detta “Cappella delle Ballerine”, la cripta e il Museo dei dipinti e dei reliquiari, le cui opere più antiche risalgono al XIV secolo….

Ulteriori informazioni le potrete trovare sul libro “Alla scoperta di Milano sotterranea” (Newton Compton Editori)