256 secondi, piovono bombe! La prima serata dello spettacolo

256 secondi, piovono bombe! La prima serata dello spettacolo

256 secondi, piovono bombe!

Questa sera, presso il Rifugio Antiaereo N° 87, c’è stata la “prima” dello spettacolo teatrale

256 secondi, piovono bombe.

Al suo quarto anno, lo spettacolo teatrale-emozionale del regista e attore Cesare Gallarini ha riscosso nuovamente il meritato successo.

Come riportato nella locandina, si parla innanzitutto e soprattutto di “schegge di bombardamenti aerei sui civili”, ripercorrendo a larghi tratti non solo l’evoluzione dell’aereo da bombardamento, ma anche quanto subito dalla popolazione inerme.

Lo spettacolo è stato preceduto dalla visita guidata al rifugio antiaereo organizzata da MilanoGuida.

 

 

 

 

Finalmente ci siamo…

Finalmente ci siamo…

Finalmente ci siamo. Pochi giorni ed il nostro appassionante lavoro durato mesi vedrà la luce…in libreria.

Sarà questo il libro più esaustivo e più completo sulla Milano sotterranea? Vorremmo dirvi di sì, ma in realtà vi diciamo di no. Se lo fosse significherebbe che le nostre esplorazioni sono finite. Il bello è che c’è ancora molto da scoprire e noi non abbiamo ancora intenzione di appendere al chiodo la nostra attrezzatura speleo.

Possiamo però affermare che leggendolo vi farete un’idea del grande patrimonio ipogeo di Milano. E questa volta troverete indicazioni precise per visitarlo. Restate quindi sintonizzati sul nostro sito. Intanto, nell’attesa, vi lasciamo con una piccola anticipazione.

Buona visione!

Gianluca e Ippolito

 

Arena Civica di Milano

Arena Civica di Milano

Il Laboratorio didattico di Conservazione delle architetture complesse del Politecnico di Milano, i cui docenti sono Elsa Garavaglia, Maria Cristina Giambruno e Franco Guzzetti, ha intrapreso per l’anno accademico 2017-2018 la definizione di un progetto di conservazione e uso ad impianto sportivo dello storico complesso dell’Arena Civica “Gianni Brera” di Milano.

L’attività didattica coinvolge una trentina di studenti del primo anno del Corso di Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni. Tra le fasi dell’esperienza didattica, concordata con l’Amministrazione comunale, vi è lo studio degli ambienti ipogei e in particolare del sistema di canalizzazioni e di rogge che consentiva l’allagamento dell’Arena per le naumachie ottocentesche e che ancora oggi è ben conservato nel sottosuolo. Questo approfondimento è stato affidato all’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano (della Federazione Nazionale Cavità Artificiali) che ha fatto alcuni sopralluoghi con reportage fotografico e studio dei condotti.

Il lavoro si concluderà tra qualche mese.

ARENA: il “popolarissimo” «Ricovero N° 55»

ARENA: il “popolarissimo” «Ricovero N° 55»

Durante la Seconda Guerra Mondiale al di sotto del prato dell’Arena Civica esisteva un rifugio antiaereo ricavato in una preesistente galleria di percorrenza.

Tale “via sotterranea” consentiva in origine ad atleti e giocatori di giungere al bordo del campo direttamente dalla struttura dov’erano situati gli spogliatoi.

Osservando la scheda d’epoca del «Ricovero N° 55» vediamo che si sviluppava da sotto gli spalti fino alle due uscite diametralmente opposte, dotate di scalinata. Era suddiviso in sei celle, aveva una superficie di 175 m2 e una capacità di 350 persone. In ogni caso già nel settembre 1940 si registrava un afflusso ben superiore, ovvero di 800 persone. L’ambiente di ricovero era indicato come «popolarissimo» (Maria Antonietta Breda, Milano 5 ottobre 1940. I rifugi antiaerei pubblici del Comune di Milano – Milan, 5th October 1940. Milan Municipal public air-raid shelters, Lo Scarabeo Editrice, Milano 2015, p. 216).

Tanto per fare un paragone si può ricordare che il «Ricovero N° 87» (Scuole primarie Leopardi, attuale Viale Bodio) era indicato come «popolare». Quello di Via della Spiga, il «Ricovero N° 5», era «signorile», ma alla data del 13 settembre 1940 registrava un’affluenza di sole 50-100 persone in uno spazio destinato a contenerne ben 700. Uno dei motivi poteva anche essere che l’ambiente veniva considerato umido, a differenza degli altri due; in una nostra recente visita abbiamo in effetti constatato che le ex-celle sono decisamente molto umide.

Tornando al «Ricovero N° 55» vediamo sempre dalla scheda che aveva una dotazione di 1 cassetta di pronto soccorso, 5 secchi, 6 lampade ad olio, 4 picconi, 4 badili, 4 tra mazze e leve e un paio di cassoni contenenti sabbia, utile per spegnere gli incendi e soprattutto per cercare di “soffocare” gli spezzoni incendiari.

Oggi il ricovero è destinato a magazzino e le due uscite a bordo campo sono tamponate. Dell’epoca rimangono la pavimentazione e alcune plafoniere stagne, oramai non più funzionanti.