Una strisciante Gorgone nei sotterranei di Milano?

Una strisciante Gorgone nei sotterranei di Milano?

In tanti si domandano quali siano i sotterranei di Milano.

Molti di più vogliono sapere dove siano gli accessi ai fantomatici sotterranei della città-metropoli. Sarà forse complice il nostro ultimo noir ambientato in Ticinese, dove s’aggira una strisciante Gorgone?

I sotterranei sono sotto i nostri occhi… o quasi.

Eccone una prova, seppure piccola, ma “stringente”.

Si tratta della foto scattata ad un accesso… da noi non ancora varcato.

Dove condurrà? Intanto fateci sapere se avete capito dove si trova.

Ma… vi forniamo un indizio: è a sud del Ticinese.

Buona “caccia”.

Dall’Urbe Murata…

Dall’Urbe Murata…

 

Dall’Urbe murata alla città popolare. Radici e abitazioni dei municipi odierni.

Il patrimonio residenziale pubblico di proprietà comunale è una straordinaria risorsa economica, culturale e sociale poco conosciuta ma diffusa in tutti i Municipi di Milano. L’incontro pubblico è finalizzato a farne comprendere la consistenza, le caratteristiche, le potenzialità e le fragilità e ad aprire un confronto sulle politiche e sulle buone pratiche per la sua tutela e la sua valorizzazione. L’evento si colloca nelle attività del progetto Fragilità Territoriali; Progetto promosso dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano nell’ambito dell’iniziativa Dipartimenti di eccellenza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) per il periodo 2018-2022.

 

Data e ora della conferenza pubblica: mercoledì 27 marzo 2019, ore 18.00.

Luogo:Urban Center Milano, Galleria Vittorio Emanuele II (angolo piazza della Scala), Milano.

 

Relatori:Gabriele Rabaiotti (Assessore Lavori pubblici e Casa del Comune di Milano), Gabriele Pasqui (Direttore DAStU), Mariacristina Giambruno (DAStU), Maria Antonietta Breda (DAStU).

Acquedotto e rifugi antiaerei

Nei tre volumi che si presentano sono menzionati anche i pozzi per l’acqua potabile, le Centrali di Pompaggio dell’Acquedotto Civico di Milano e i rifugi antiaerei tutt’oggi esistenti nei quartieri popolari milanesi.

Le due immagini a corredo mostrano l’interno di un rifugio antiaereo realizzato in un quartiere popolare ultimato durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’evento è online al seguente link:

Dall’Urbe Murata alla Città Popolare. Radici e Abitazioni dei Municipi Odierni

 

“La gorgone di Milano”: un’indagine nel sottosuolo di Milano fra omicidi e antichi misteri

“La gorgone di Milano”: un’indagine nel sottosuolo di Milano fra omicidi e antichi misteri

“La Gorgone di Milano”un nuovo, coinvolgente giallo firmato Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padovan, sbarca in libreria, edito da Fratelli Frilli Editori.

Questa volta, la proficua collaborazione fra lo scrittore milanese e lo speleologo di adozione meneghina ha portato alla realizzazione del primo avvincente noir scritto a quattro mani dalla coppia e ambientato nei misteriosi luoghi sotterranei della città della Madonnina.

Silvio Furlan, classe ‘63, è un single incallito con un matrimonio archiviato e figli ormai adulti. Speleologo e bibliotecario, da decenni esplora il sottosuolo di Milano, tanto da essere considerato un esperto della speleologia in cavità artificiali. A lui si rivolge Mons. Luigi Servidati, parroco della basilica di S.Eustorgio, per affidargli l’incarico di studiare alcuni luoghi al di sotto dell’edificio religioso. Già svariati anni prima, il suo predecessore Mons. Egisto Pozzoni aveva interpellato Furlan per la stessa ragione, autorizzandolo ad esplorare solo una determinata area dei sotterranei e impedendogli di smurare un misterioso cunicolo.Addentrandosi in corridoi e gallerie ormai dimenticati, calandosi in stretti pozzi e cripte, lo speleologo milanese si troverà ben presto a dover far luce su una serie di efferati omicidi e fitti misteri che affondano le proprie radici nella millenaria storia del quartiere Ticinese. Furlan scoprirà, così, il mistero della Gorgone di Milano, dal leggendario mostro della mitologia greca con serpenti al posto dei capelli e la capacità di trasformare in pietra chiunque lo guardi negli occhi. In “La Gorgone di Milano” emerge una profonda conoscenza del capoluogo lombardo e del suo sottosuolo, ampiamente esplorato dagli stessi autori e da loro descritto anche in altri libri. L’alone di segretezza che da sempre caratterizza i siti ipogei si lega, in quest’opera, a un’appassionante vicenda investigativa che, fra suspense ed intrighi, riesce a tenere con il fiato sospeso il lettore che si addentra nelle sue pagine come il protagonista nei cunicoli sotterranei.

 “La Gorgone di Milano”, Fratelli Frilli Editori,€ 14.90, è in distribuzione dal 25 marzo nelle migliori librerie

Il booktrailer, che accompagna l’uscita del libro, vede l’attore Alberto Bergamini interpretare lo speleologo Sirio Furlan. Regia di Marzio Mirabella, soggetto di Massimo Santimone.

 

RACCONTO DI METAMORFOSI… E GROTTA

RACCONTO DI METAMORFOSI… E GROTTA

RACCONTO DI METAMORFOSI… E GROTTA

Lamia

Attribuito ad Antonino Liberale, questo scritto, inquadrato al II o III secolo, parla di un mostro antropofago, d’una grotta e d’una sorgente aperta con una tremenda capocciata sulla roccia.

Così comincia:

«Alle pendici del Parnaso, verso meridione, vi è un’altura chiamata Cirfi, nei pressi di Crisa. Vi si apre ancora oggi un’immensa caverna, nella quale abitava una bestia straordinariamente grande, che chiamavano Lamia o anche Sibari».

La bestia faceva razzie e stragi nei dintorni, tant’è che per tenerla lontana cominciarono a portarle persone in pasto. Evidentemente coraggio e determinazione erano virtù che non scorrevano nelle vene di chi subiva passivamente. Ma un giorno qualcheduno, per motivi tutti suoi, entrò nella grotta, ne trasse fuori la bestia e la scagliò lungo il dirupo.

Così finisce:

«La bestia precipitando batté la testa sui contrafforti di Crisa e scomparve per la ferita. Da quella roccia sgorgò una sorgente, chiamata Sibari dagli abitanti del luogo; e dalla sorgente i Locresi presero il nome della città di Sibari che fondarono in Italia».

 

Puntualizzano i curatori: «In realtà Sibari era una fondazione achea e non locrese; può darsi che vi sia stata confusione con l’altra celebre città calabrese di Locri».

 

I testi sono tratti da:

Antonio Liberale, Le metamorfosi, a cura di Tommaso Braccini e Sonia Macrì, Adelphi Edizioni, Milano 2018.

 

 

La Gorgone…stay tuned

La Gorgone…stay tuned

Primi giorni di dicembre. Metti una sera di fitta pioggia in cui due scrittori-speleologi si incontrano all’ombra dell’austera Basilica di Sant’ Eustorgio. Siamo nell’antico quartiere del Ticinese a Milano. Da lì a poco riaffiorano i ricordi, magari un po’ sbiaditi, di alcune esplorazioni speleologiche condotte nella basilica stessa, e nei suoi dintorni, più di vent’anni prima. Il più giovane dei due chiede all’altro notizie della cosiddetta “Galleria dei Sedili” che all’epoca non si riuscì ad esplorare in quanto completamente invasa dalle macerie. La fantasia e le supposizioni galoppano, complici una sera in cui Milano mette i brividi e un paio di birre weizen ghiacciate. I due decidono così di raccontare una storia noir che metta i brividi. Una di quelle in cui si narra di una certa Milano che in apparenza non esiste più, ma che sopravvive nel sottosuolo, in un complesso reticolo di canali sotterranei, cunicoli e passaggi. In quella sera è nata la Gorgone. Rimanete sintonizzati.

Ippolito e Gianluca