Due salti nel passato allo Spirit de Milan

Due salti nel passato allo Spirit de Milan

Due salti nel passato allo Spirit de Milan

Locale alla moda, dove ci s’incontra, si cena, s’ascolta musica e, pure, si danza…

Anzi, dovremmo dire “grande locale”, perché articolato su più spazi, tutti ampi, e non solo in superficie.

Difatti “sotto” conserva due rifugi antiaerei realizzati in fase con un edificio in stile futurista, suddivisi in più celle ancora dotate delle porte blindate e “antigas” della Ditta Sisti. Oltre a polvere e ragnatele accumulatesi nei decenni di abbandono, i rifugi sono in ottime condizioni. Vi sono ancora quasi ovunque integri gli impianti d’illuminazione e le scritte che contrassegnavano il numero di ogni cella, nonché le indicazioni “uscita” accompagnate dalle classiche frecce di colore nero.

Prossimamente racconteremo dell’edificio, delle iniziative ludiche e culturali che vengono organizzate e ovviamente anche dei sotterranei che si andranno ad esplorare e documentare.
Per maggiori informazioni sul locale e sugli eventi organizzati:
http://spiritdemilan.it

A Milano si sono individuati altri due rifugi antiaerei, stavolta realizzati in fase con un edificio inquadrabile tra gli anni Venti e Trenta del XX secolo e facente parte di un articolato impianto industriale

A Milano si sono individuati altri due rifugi antiaerei, stavolta realizzati in fase con un edificio inquadrabile tra gli anni Venti e Trenta del XX secolo e facente parte di un articolato impianto industriale

A Milano si sono individuati altri due rifugi antiaerei, stavolta realizzati in fase con un edificio inquadrabile tra gli anni Venti e Trenta del XX secolo e facente parte di un articolato impianto industriale.

Se n’è presa visione tempo fa, grazie alla cortesia del proprietario.

Si tratta di due complessi sotterranei in cemento armato, suddivisi in più celle ancora dotate delle porte blindate e anti aggressivo chimico della Ditta Sisti. Oltre a polvere e ragnatele accumulatesi nei decenni di abbandono, i rifugi sono in ottime condizioni. Vi sono ancora quasi ovunque integri gli impianti d’illuminazione e le scritte che contrassegnavano il numero di ogni cella, nonché le indicazioni “uscita” accompagnate dalle classiche frecce di colore nero.

Al di sotto della fabbrica si sviluppa inoltre un sistema di sotterranei che andrebbe indagato con attenzione, anche nella prospettiva di individuare altri rifugi antiaerei: difatti si sono notate altre porte blindate che ne indicherebbero l’esistenza. Una di queste porte, priva di marchio di fabbrica, è identica a quella vista in un rifugio antiaereo esplorato e rilevato un paio di anni fa, sempre a Milano, e di cui si pubblicheranno entro l’anno la scheda tecnica e il rilievo planimetrico.

Al momento si può solo dire che si è aggiunto un altro tassello alla conoscenza della “Milano Sotterranea”, indagine a tutto campo che la nostra Associazione conduce dai primi anni Ottanta.

Come già scritto in altre occasioni, i sotterranei di ogni città custodiscono sostanzialmente inalterate nel tempo le testimonianze storiche e architettoniche del loro sviluppo, dell’ingegno e della perizia delle maestranze che le hanno realizzate affinché durassero. Queste architetture immerse nel buio denotano una cura divenuta inusuale nelle moderne costruzioni realizzate negli ultimi decenni, le quali se all’apparenza possono risultare talvolta “belle” e “funzionali”, rivelano un impiego di materiali facilmente deperibili e una scarsa attenzione alla “godibilità” di chi ne deve poi usufruire.

Prossimamente si pubblicheranno ulteriori informazioni.

Intanto auguriamo a tutti nuove e felici esplorazioni per la documentazione del nostro passato.

Davide e Gianluca Padovan (Ass.ne SCAM – FNCA)

Castello Sforzesco. C’è sotto qualcosa?

C’è sotto qualcosa?

Il Rivellino di Santo Spirito è l’unico rivellino integro del Castello di Porta Giovia. A percorrerlo tutto parrebbe che non nasconda alcunché d’insolito, ma ci si sbaglia.

Ad esempio vi sono le feritoie a pavimento dove fare scorrere le saracinesche le quali, una volta calate nel buio, chiudevano la sottostante galleria.

Dopo averlo visitato tornate sui vostri passi e osservatelo dall’esterno: noterete l’accesso alla galleria, riquadrata in conci chiari, attraverso la quale defluiva l’acqua del fossato.

 

Restaurato l’ex rifugio antiaereo di Piazza Grandi

Restaurato l’ex rifugio antiaereo di Piazza Grandi

Restaurato l’ex rifugio antiaereo di Piazza Grandi

Partecipa all’inaugurazione di lunedì Lunedì 27 febbraio, tra le 11 e le 12.30.

I cittadini potranno partecipare all’inaugurazione dell’ex rifugio antiaereo di Piazza Grandi, realizzato nel 1936. Il ricovero è stato recuperato e reso accessibile, mentre in superficie è stata restaurata la fontana dedicata allo scultore Giuseppe Grandi.
Per prendere parte all’inaugurazione, scrivere nome e numero di partecipanti a: segreteria.assessoremaran@comune.milano.it

Separati nella morte? I sotterranei della chiesa di Sant’Apollinare a Baggio

Separati nella morte? I sotterranei della chiesa di Sant’Apollinare a Baggio

Separati nella morte?

Si scendeva da un’unica breve scalinata. Dal pianerottolo un accesso riquadrato in mattoni e con arco a tutto sesto risultava diviso in due dalla ricostruzione dell’ossario, separato in due distinti ambienti. Non grandi, apparivano all’occhio indiscreto del “robottino”, opportunamente dotato d’impianto luce, a pianta quadrangolare e interamente in mattoni antichi.
La Chiesa Vecchia di Baggio, dedicata a Sant’Apollinare, aveva quindi due ossari sotterranei, uno destinato alle donne, l’altro agli uomini, o almeno così ci è stato raccontato.
Svuotati in tempi relativamente recenti dai resti umani pareva non dovessero celare alcunché d’altro, visti i muri glabri e solfatati. Eppure un ambiente, quello più piccolo, mostrava un curioso grande concio a forma vagamente piramidale, in granito. Spuntava da un angolo, quasi che la struttura fosse stata impostata su di esso. Di che cosa può trattarsi? Al momento non si è in grado di dirlo.
Questo ed altri piccoli interrogativi ci accompagnano nella “visione dal basso” della città, nella “Milano del piano di sotto”.