Milano underground sostiene le librerie indipendenti

Milano underground sostiene le librerie indipendenti

Non capita spesso, e quando succede è una fortuna, di imbattersi in una libreria indipendente. Se poi la titolare della stessa, in questo caso Alessandra Papetti (proprietaria della centralissima libreria Parole & Pagine di Via della Moscova, angolo corso di Porta Nuova a Milano www.parolepagine.it) ti offre la possibilità di presentare il tuo libro allora non si può chiedere di meglio.

Gianluca Padovan ed il sottoscritto siamo stati ospitati per una “frizzante” serata che si è tenuta ieri, giovedì 8 marzo 2018 ( Auguri ancora in ritardo a tutte le donne…) presso questa libreria che resiste, nonostante i tempi che corrono, alle grandi catene della distribuzione libraria dove vige una certa omologazione editoriale.

Alessandra e il suo attento staff vanno controcorrente e organizzano incontri, presentazioni e addirittura serate cinematografiche. Per saperne di più basta seguire la pagina Facebook della libreria stessa.

Torniamo alla serata appena trascorsa. Abbiamo trovato una platea numerosa e soprattutto interessata all’argomento.

Complice “Milano Sotterranea”, cavallo di battaglia che coinvolge in primis noi oratori, si è sforato pure l’orario canonico della presentazione, ma il pubblico intervenuto non ne ha risentito…Anzi, domande e curiosità non sono mancate.

La serata è stata organizzata nell’ambito di una manifestazione più ampia che ha coinvolto altre librerie indipendenti di Municipio Uno.

Non ci rimane che ringraziare ancora tutti i presenti alla serata. Certamente ci saranno altre occasioni per rivederci.

Gianluca Padovan, Ippolito Edmondo Ferrario

Dal sottosuolo di Milano riemergono due antiche colonne con capitelli

Dal sottosuolo di Milano riemergono due antiche colonne con capitelli

Dal sottosuolo di Milano riemergono due antiche colonne con capitelli.

Il fusto a sezione esagonale od ottagonale della prima colonna è in granito, mentre il capitello in marmo bianco potrebbe essere rinascimentale, richiamante lo stile corinzio. Si scorgono male, stretti come sono tra le macerie e l’armatura del cavo con sbadacchi metallici.

Poco più avanti, all’interno della profonda trincea, spicca in tutta la sua antica eleganza una seconda colonna: ha il fusto cilindrico con capitello e richiamano lo stile toscano.

Ad avvisarci della prima colonna è stato Frantz Gauviniere, artista francese che ama dipingere Milano sorvolata da sorridenti e ammiccanti draghi-femmina alati.

La seconda colonna l’abbiamo letteralmente scoperta sollevando un telo, forse calato a bella posta per celarla ad occhi indiscreti.

I due elementi del passato sono emersi nell’aprile del 2016 e si trovavano all’interno di un cantiere per la posa della rete di teleriscaldamento, in Corso Monforte. La prima è situata davanti al numero civico 33, proprio dove l’accesso conduce al cortile che separa Palazzo Diotti da Palazzo Isimbardi e da cui s’innalza la Torre delle Sirene. La seconda è prossima all’angolo con Via Conservatorio.

Non si tratta di elementi lapidei frutto di demolizioni e successivi innalzamenti del fondo stradale, ma di manufatti ben conservati e che fanno parte di ambienti sotterranei ancora integri, se si eccettuano i danni operati dalla ruspa. Erano la parte sottostante di edifici esistiti almeno fino ai primi decenni del Settecento.

Nel dettaglio del Catasto Teresiano (1722), che riproduciamo per una migliore comprensione, abbiamo indicato la posizione d’entrambe: la prima in rosso e la seconda in celeste. Rimane chiaro che si tratta di colonne ancora in sito, interne alle corti d’antichi edifici.

La lunga trincea ha inoltre portato alla luce alcune strutture sotterranee non identificabili a causa della distruzione operata dalla ruspa e delle opere messe in posa per il cantiere. Una di queste parrebbe una galleria e potrebbe trattarsi d’un tratto di fognatura otto-novecentesca. Sono inoltre spuntati anche altri elementi lapidei, resti di un passato che potrebbe senz’altro dire ancora qualche cosa.

Terminati i lavori le antiche vestigia sono state semplicemente ricoperte.

Si lascia al lettore ogni altro pensiero sulla salvaguardia del patrimonio architettonico e artistico della città che, tra uno scavo e l’altro, è sempre più degradato e ignorato.

 

Sempre l’anno scorso è apparso sul Corriere della Sera anche un articolo Di Paola D’Amico: Colonne e capitello riemergono dagli scavi per il teleriscaldamento (30 aprile 2016), ed eccone il link.

 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_aprile_30/colonna-capitello-riemergono-scavi-il-teleriscaldamento-7f3804c6-0e32-11e6-91a4-bd67d1315537.shtml