Nelle profondità del Castrum

Nelle profondità del Castrum

Ogni qualvolta scendiamo nei più profondi recessi del Castello di Milano aggiungiamo un tassello, seppure piccolo, a quanto noi s’era scoperto, documentato e compreso in precedenza.

Passo dopo passo un particolare nuovo va a rafforzare la consapevolezza che al di sotto del noto vi siano altri chilometri di opere che attendono d’essere ripercorse.

Il dettaglio della planimetria redatta dall’Ass.ne S.C.A.M. mostra un ambiente destinato alla difesa dello spazio “verso la campagna”, composto da una casamatta rimaneggiata nel tempo e sotto cui è stato fatto correre un condotto idraulico.

Oggi abbiamo la certezza che inferiormente, quindi alla plausibile quota di 113 metri s.l.m., vi sia un altro sistema di ambienti, verosimilmente quattrocenteschi.

Ora non rimane che guardare… dietro quella porta!

Passaggio segreto al Castello di Milano

Passaggio segreto al Castello di Milano

Passaggio segreto al Castello di Milano

 

In questi ultimi due mesi l’interesse per il “passaggio segreto” del Castello Sforzesco sembra essersi risvegliato. Seppure, a ben vedere, tale interesse non s’era mai completamente sopito.

Probabilmente la ristampa del nostro libro Milano Sotterranea ha solo incrementato la curiosità nei confronti dei sotterranei che la nostra città custodisce gelosamente.

Comunque sotto al Castello un passaggio segreto esiste realmente ed è parzialmente percorribile. Si tratta di quello che noi speleologi abbiamo chiamato “Galleria dei Cavalieri” e non perché venisse percorsa a cavallo. Tale galleria è in mattoni, ha la volta a sesto ribassato, è altra poco più di tre metri ed è pavimentata. E l’altezza è decisamente superiore a quella della “galleria di controscarpa” connessa ai sotterranei della Ghirlanda e della quale s’è già parlato in precedenti articoli.

Con ogni probabilità nella “Galleria dei Cavalieri” si poteva transitare con l’alabarda in resta e il pensiero vola alla scorta del Duca o di qualche cavaliere che poteva entrare o uscire dal Castello ben scortato e soprattutto non visto.

Sull’argomento circolano numerose chiacchiere, ma ben pochi hanno realmente percorso questa galleria e della quale si forniscono alcune immagini.

Ad ogni buon conto non si tratta dell’unico “passaggio segreto” e le nostre indagini ne hanno individuati anche altri.

A dispetto dei successivi riutilizzi queste gallerie in mattoni a vista erano originariamente destinate al transito ed erano frazionate da portoni lignei per evitare che si potesse circolavi liberamente. Difatti lungo i percorsi sotterranei del Castello spesso s’incontrano gli elementi in granito in cui erano ben serrati i cardini dei portoni, nonché gli alloggiamenti, sempre in granito, dei paletti di chiusura.

La “strada segreta di dentro” del Castello di Milano

La “strada segreta di dentro” del Castello di Milano

La “strada segreta di dentro” del Castello di Milano

La Galleria di Controscarpa del Castello di Milano, denominata da Leonardo da Vinci “strada segreta di dentro” e oggi conosciuta come “Galleria della Ghirlanda”, è un’opera unica al mondo per l’epoca di costruzione, la lunghezza e l’articolazione.
Realizzata nei primi decenni del Quattrocento dai Visconti, ha uno sviluppo di tutto rispetto: circa 490 metri, diramazioni escluse; è illuminata da 103 feritoie, una delle quali molto profonda, due finestrature agli angoli e tre accessi ai rivellini.

L’unico disegno d’epoca ad oggi noto raffigurante il complesso Galleria-Ghirlanda ce lo ha lasciato Leonardo da Vinci ed è contenuto nel Manuscrit B de l’Institut de France (fol. 36 v.).
Collocato anteriormente al 1515 e corredato da una descrizione, il disegno mostra l’angolo nord della fortezza con la torre a pianta quadrata d’epoca viscontea che protegge la Corte Ducale. A seguire, alla sinistra, abbiamo il fossato tutt’oggi esistente, la controscarpa con la sua strada coperta in galleria, la parzialmente demolita Ghirlanda con le casematte, la cortina e la scarpa. Oltre abbiamo un altro fossato, la controscarpa con la strada coperta, ma non in galleria bensì all’aperto, e lo spalto. Per quanto concerne la sola altezza delle mura di cortina del Castello occorre ricordare che, in base alle opere sotterranee esplorate e rilevate, il fondo del fossato odierno è sensibilmente più alto di come si presentava ai tempi di Leonardo. Così ci dice lo scritto del Maestro, vergato al di sotto del disegno, a proposito della Ghirlanda e delle migliorie che suggerisce di apportarvi:

«El foso del casteli de Milano de dentro. / I fossi del Castello di Milano di dentro alla ghirlanda è braccia 30, l’argine sua è alta braccia 16 e larga 40, e questa è la ghirlanda; i muri di fori sono grossi braccia 8 e alti 40, e le mura del Castello sono braccia 60. Il che tutto mi piace, salvo che io vorrei vedere le bombardiere, che sono ine’ muri della ghirlanda, non reuscissino inella strada segreta di dentro, cioè in s, anzi si calassi per ciascuna, come appare in m f; imperò che sempre i boni bombardieri traggono alle bombardiere delle fortezze, e se rompessino in detta ghirlanda una sola bombardiera, possono poi per via di gatti entrare per detta rottura e farsi signori di tutte torri, muri e cave segrete di detta ghirlanda; onde se le bombardiere saranno come in m f, e ch’elli accadessi ch’una bombarda rompessi una di dette bombardiere e ch’e nimici entrassino dentro, non possono passare più avanti, anzi fieno dal piombatoro di sopra ribattuti e discacciati. E la cava f vol essere continuata per tutti i muri da 3/4 in giù; e da lì in su non abbia uscita alcuna, né in su’ muri né in torri, salvo quella donde s’entra, che arà principio nella rocca; e detta via segreta f non de’ avere alcuno spiraculo di fori, anzi pigli i lumi di verso la rocca per le balestriere spesse».

Tecnicamente una qualsiasi galleria di controscarpa è un’opera militare dotata di feritoie e permette ai difensori schierati entro tale passaggio di colpire eventuali attaccanti discesi nel fossato con un “fuoco a rovescio”. Il termine “a rovescio” sta proprio ad indicare che il tiro non è rivolto dal corpo di piazza verso l’esterno, ma dal muro di controscarpa verso l’interno. Poteva essere dotata di avancorpi, come casematte e capponiere, ed essere collegata ad altre opere mediante gallerie.

Nel nostro caso la Galleria di Controscarpa si collegava a tre rivellini mediante ponti levatoi calati dagli stessi. Da questa Galleria si diramavano numerose altre gallerie che si collegavano agli ambienti interni alla Ghirlanda, la cinta difensiva che proteggeva il Castello lungo i lati che “guardavano la campagna”. Quattro sono interamente percorribili, quattro lo sono parzialmente, altrettante sono interrate e murate quindi impercorribili. Due passaggi collegano invece alle camere di manovra delle chiuse, situate al di sopra di altrettanti canali sotterranei, oggi asciutti. Inoltre, al di sotto della “strada segreta di dentro”, si poteva accedere a due passaggi: uno murato e l’altro, da noi denominato “Galleria dei Cavalieri”, solo parzialmente percorribile.
In ultimo, stando a una planimetria non datata, ma inquadrabile a fine Ottocento – primi Novecento, una galleria priva di feritoie correrebbe al di sotto della Galleria di Controscarpa.

Il disegno di Davide Padovan mostra in A la torre viscontea sud, B il fossato, C una delle gallerie di collegamento tra la Galleria di Controscarpa e le opere interne alla Ghirlanda, D gli ambienti sotterranei della Ghirlanda, E la parte esterna, F la strada coperta oggi interrata e lo spalto, G la copertura vegetale odierna, H una delle due opere idrauliche sotterranee.
Ma ad un livello inferiore corre anche la già menzionata “Galleria dei Cavalieri”…

Testo di riferimento:
Ippolito Edmondo Ferrario, Gianluca Padovan, Il segreto del Castello di Milano, Mursia Editore, Milano 200

Castello Sforzesco. C’è sotto qualcosa?

C’è sotto qualcosa?

Il Rivellino di Santo Spirito è l’unico rivellino integro del Castello di Porta Giovia. A percorrerlo tutto parrebbe che non nasconda alcunché d’insolito, ma ci si sbaglia.

Ad esempio vi sono le feritoie a pavimento dove fare scorrere le saracinesche le quali, una volta calate nel buio, chiudevano la sottostante galleria.

Dopo averlo visitato tornate sui vostri passi e osservatelo dall’esterno: noterete l’accesso alla galleria, riquadrata in conci chiari, attraverso la quale defluiva l’acqua del fossato.