256 secondi… in Galleria Vittorio Emanuele II

256 secondi… in Galleria Vittorio Emanuele II

256 secondi… in Galleria Vittorio Emanuele II

 

Grazie all’interessamento e all’entusiasmo dell’arch. Alfredo Spaggiari, Direttore di Urban Center Milano, nonché di MilanoGuida e S.C.A.M., lo spettacolo teatrale-emozionale “256 secondi piovono bombe” sarà rappresentato proprio nello spazio multimediale situato in Galleria Vittorio Emanuele, angolo piazza della Scala.

L’ingresso è gratuito.

Data: venerdì 23 novembre, ore 17,45.

Introdurrà la Preside della Scuola Primaria Giacomo Leopardi, prof. Laura Barbirato.

 

 

 

A grande richiesta ritorna a Milano lo spettacolo “256 Secondi. Piovono Bombe”

A grande richiesta ritorna a Milano lo spettacolo “256 Secondi. Piovono Bombe”

A grande richiesta, dopo il successo avuto negli anni precedenti, ritorna lo spettacolo scritto e diretto da Cesare Gallarini, allestito nell’ex ricovero antiaereo della scuola di via Bodio 22 a Milano. Cinque date, nel mese di ottobre, per rivivere e riflettere sul dramma dei bombardamenti sui civili. Uno spettacolo, unico, intenso, organizzato in quei locali sotterranei che furono autentico ricovero antiaereo durante il Secondo Conflitto Mondiale.

Prenotarsi presso Milanoguida:

 

 

Sirene d’allarme a Milano

Sirene d’allarme a Milano

I penetranti e cadenzati suoni della sirena davano il preallarme, l’allarme e il cessato allarme. La gente così sapeva di doversi recare, e di corsa, nei rifugi antiaerei.

Ma prima delle ostilità la sirena serviva, e tutt’oggi serve, a ben altri scopi. Erano prodotte per essere installate nelle fabbriche, negli aeroporti, nelle caserme dei Vigili del Fuoco, ecc. I primi tipi di sirena erano elettromagnetici, a membrana vibrante, ma risultavano poco potenti; successivamente s’impiegarono anche le sirene elettromeccaniche, a turbamento d’aria.

Durante la Prima Guerra Mondiale si erano proposti e sperimentati vari sistemi per allertare alla popolazione civile, all’approssimarsi di velivoli avversari. Suono delle campane, esplosione di razzi e petardi, persino il suono delle trombette da postino doveva servire ad avvisare gli abitanti di città e paesi. Ma inizialmente si nutrivano delle perplessità in quanto i segnali acustici avrebbero potuto favorire, di notte, l’orientamento degli aeroplani avversari sugli obiettivi.

Ad esempio, a Como si “requisirono” dal Museo due piccoli cannoni ottocenteschi ad avancarica per colocarli al Castello Baradello, in cima all’omonimo colle che sovrasta la città: i colpi a salve sarebbero stati bene uditi (Maria Antonietta Breda, Gianluca Padovan, Como 1915 – 1945: protezione dei Civili e rifugi antiaerei, Lo Scarabeo Editrice, Milano 2014, pp. 47-48).

Ma ben presto si pervenne alla considerazione che il sistema migliore era l’utilizzo delle sirene.

Ad esempio a Como, in data 13 giugno 1940, abbiamo la comunicazione del Prefetto Presidente Mario Trinchero, il quale tra le varie disposizioni richiede che «Nelle località ove il segnale d’allarme è udito meno distintamente, i vigili del fuoco integreranno il suono delle sirene fisse adoperando mezzi sussidiari di allarme costituiti da sirena a mano, motocarrozzette, con sirene a campana, raganelle, ecc. Questi mezzi complementari dovranno subito essere azionati da detti vigili, che appena udranno l’allarme scatteranno immediatamente percorrendo le zone di silenzio» (Archivio del Comune di Como, Anno 1932-1945, N° 3779, Fasc. 2).

In un documento del «Comune di Milano, Ufficio Tecnico – Divisione VI, Sezione Servizi industriali», datato 13 gennaio 1950, le sirene installate a Milano tra 1933 e 1945 dal Comune risultano essere state 53 (Atti del Comune di Milano, Cittadella degli Archivi e Archivio Civico di Milano).

Nello specifico, a Milano nel 1933 vi è l’installazione di «un centralino e di n° 15 sirene tipo SAAR», mentre nel 1937 s’installano altre 18 sirene. L’anno seguente vi è lo «Spostamento di n° 5 sirene dal Centro alla periferia». Nel 1939 si registra l’«Installazione di n° 6 sirene tipo elettromeccaniche».

Agli inizi del 1940 abbiamo lo spostamento della Centrale d’Allarme da piazza degli Affari alla Regia Prefettura, ovvero all’interno della cosiddetta “Torre delle Sirene”, nonché il «Trasporto di n° 6 sirene dal Centro alla periferia» e l’«Acquisto ed installazione di n° 6 sirene elettromagnetiche e di 1 centralino tipo SIIS». Inoltre: «Acquisto ed installazione di una sirena per la Galleria V. Emanuele. Lavoro Stipel per collegamento e impianto elettrico».

L’anno seguente si ha l’«Installazione di n° 17 sirene elettromagnetiche. Collegamento e adattamento delle sirene della Stazione e del Magazzeno di Baggio».

Nei successivi anni di guerra si registrano solo i costi delle manutenzioni affidate alla Ditta SAITE, nonché le spese per le riparazioni, l’energia elettrica, il canone Stipel, ecc.

Con il 1945 e la fine delle ostilità avviene la dismissione dell’impianto d’allarme: «Smontaggio di n° 35 sirene su invito della Prefettura». In ogni caso mancherebbero “all’appello” ancora 18 sirene su 53.

A corredo si uniscono un paio d’immagini di sirene antiaeree.

A.«Sirena di grande potenza» brevettata dall’ing. Baldrocchi (Cittadella degli Archivi e Archivio Civico di Milano).

B.Sirena d’epoca proveniente da Milano, conservata presso la “Galleria Storica dei Vigili del Fuoco” a Chiavenna. Sul fusto metallico e in rilievo si legge: «ing. v. fachini milano brev. n. 522», mentre una consunta targhetta rivettata riporta la scritta «marelli» (foto Davide Padovan).

L’altro giorno Davide ci ha segnalato l’esistenza di una “sirena”, esposta nel locale milanese“Pizzeria Fabbrica con Cucina”, situato in Viale Pasubio n. 2 (web: lafabbricapizzeria.it.). Ovviamente siamo andati a fotografarla.

Si tratterebbe, come recita il piccolo cartello appeso sotto l’oggetto, di un «Diffusore di una fabbrica per sirena di allarme aereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale». All’interno del cono metallico si legge ancora il nome della fabbrica: Magnadyne.

Si ringrazia il Gestore per averci lascito fotografare questo “pezzo di storia”.

Sui tetti della città vi sono ancora sirene d’allarme risalenti all’ultima guerra mondiale? Forse sì. Se vi capiterà d’individuarle e avrete la possibilità di fotografarle, inviateci il materiale, chiaramente corredato da un vostro scritto, anche breve: saremo lieti di pubblicarlo.

 

Tre serate all’insegna di Milano Sotterranea presso Urban Center

Tre serate all’insegna di Milano Sotterranea presso Urban Center

Tre serate in cui parleremo di Milano sotterranea; lo faremo grazie all’ospitalità riservataci da Urban Center, spazio polifunzionale del Comune di Milano in Galleria Vittorio Emanuele. Passaggi segreti, cripte, canali, ma anche ricoveri antiaerei, bunker e tutto quello che il sottosuolo cittadino nasconde. Vi aspettiamo.

URBAN CENTER

Alla scoperta di Milano sotterranea Architetture sotterranee, passaggi segreti, cripte e gallerie da esplorare e documentare. Relatori: Ippolito Edmondo Ferrario, Gianluca Padovan.

17 maggio, ore 18.00 I segreti in città: dalle cripte ai passaggi sotterranei. Sotto di noi c’è un mondo fatto di cripte e passaggi segreti, che i nuovo libro Alla scoperta di Milano sotterranea documenta con duecento schede e numerosi percorsi storici. Le indagini sono state condotte dagli speleologi dell’Associazione S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano) in più di vent’anni d’attività. Introduce: Alfredo Spaggiari (Responsabile di Urban Center Milano). Ospiti: Paolo Galimberti (responsabile Fondazione IRCCS Ca’ Granda), Maria Cristina Giambruno (professore ordinario in Restauro presso il Politecnico di Milano), Gabriella Ragozzino (fondatrice di MilanoGuida), Gianluca Padovan (Presidente S.C.A.M, speleologo, scrittore), Ippolito Edmondo Ferrario (scrittore, speleologo).

14 giugno, ore 18.00 Milano si difende: dalle mura medievali ai rifugi antiaerei. Con la “strada segreta di dentro”, menzionata da Leonardo da Vinci, e la nascita della “città fortificata perfetta” teorizzata da Averlino detto “il Filarete”, il percorso architettonico e storico conduce non solo ai passaggi segreti, ma anche ai resti delle mura rinascimentali urbane. Successivamente Milano costruirà nuove difese e nel XX secolo dovrà proteggere i civili dai bombardamenti aerei. Introduce: Alfredo Spaggiari (Responsabile di Urban Center Milano). Ospiti: Laura Barbirato (preside della Scuola primaria Giacomo Leopardi), Maria Fianchini (professore associato in Tecnologia dell’Architettura), Gabriella Ragozzino (fondatrice di MilanoGuida), Edgardo Tezzon (Direttore dell’Arena Civica).

28 giugno, ore 18.00 Dal sottosuolo la vita: acquedotto e fognatura nella città che si evolve. Fino dagli albori del tempo l’acqua potabile dei Milanesi proveniva dai pozzi e sempre grazie a questi il moderno Acquedotto Civico utilizza l’acqua di falda a partire dal 1889. Le opere sotterranee conducono dall’uso dell’acqua al suo smaltimento mediante le opere di fognatura, che a ben vedere sono costituite da straordinarie architetture. Celati sotto i nostri ignari piedi rimangono inoltre chilometri e chilometri d’antichi canali, oggi voltati e non più alla luce del sole. Introduce: Alfredo Spaggiari (Responsabile di Urban Center Milano). Ospiti: Ospiti: Maria Antonietta Breda (Architetto e Storica dell’architettura), Maurizio Brown (già Direttore Acque reflue e Depurazione), Carlo Carrettini (già Direttore Acquedotto).

 

Immagini e dialoghi dal sottosuolo

Immagini e dialoghi dal sottosuolo

In questi giorni proseguono le visite guidate e gli spettacoli della compagnia teatrale di Cesare Gallarini, con “256 secondi, piovono bombe”. Il tutto si svolge nel rifugio antiaereo ad uso pubblico, istituito dal Comune di Milano nel 1940, noto come “Ricovero N° 87”. Nella prima immagine vediamo i tre attori: Ottavio Bordone nei panni del giornalista, Lorena Marconi è la cittadina sotto le bombe, Cesare Gallarini è l’aviatore che pilota il bombardiere. Per le prenotazioni accedere al sito di MilanoGuida. https://www.milanoguida.com/visite-guidate/altri-monumenti-milano/rifugio-antiaereo-87-con-spettacolo-teatrale/