Il quotidiano Il Giorno racconta delle nostre esplorazioni

Il quotidiano Il Giorno racconta delle nostre esplorazioni

Qui di seguito riportiamo un articolo apparso sul quotidiano Il Giorno lo scorso 30 marzo 2018 a firma Daniele Monaco.

Ringraziamo Daniele che intrepido è sceso con noi negli antichi canali presenti sotto il monumento milanese e che ha documentato, con dovizia di particolari, le esplorazioni compiute ad oggi.

 

Il TG3 della Lombardia riprende per la prima volta i canali sotterranei dell’Arena Civica

Il TG3 della Lombardia riprende per la prima volta i canali sotterranei dell’Arena Civica

Si sono svolte oggi, presso l’Arena Civica di Milano, le riprese televisive condotte da una troupe del TG3 della Lombardia. Lentamente il patrimonio costituito dagli antichi canali d’acqua presenti sotto questo monumento cittadino, e da poco scoperti, sta suscitando l’interesse degli organi di informazione e delle autorità civiche. La nostra speranza come SCAM è che un domani i milanesi possano avere l’opportunità di visitare di persona questi gioielli architettonici. Un sentito ringraziamento al Direttore dell’Arena Civica Edgardo Tezzon per la squisita disponibilità. A breve comunicheremo il giorno e l’ora in cui il servizio verrà trasmesso.

 

Le pietre dell’Arena di Milano (prima parte).

L’Arena Civica è stata costruita con pietre e mattoni, elementi immediatamente visibili quando giriamo attorno e all’interno della grande struttura ellittica (N. 1). Ma balzano all’occhio innanzitutto i conci rettangolari di conglomerato, il noto Ceppo d’Adda.

Procediamo quindi un passo alla volta e diamo un’occhiata a quello che si dice in uno scritto del 1835.

«Quattordici secoli passarono prima che si pensasse ad erigere in Milano qualche nuovo anfiteatro. Solo sul finire del secolo XVIII fu per opera di un privato imprenditore eretto un vasto Circo di legno a fianco del Castello, ove si davano spettacoli di caccie dei tori, con cani o con fiere, e dove si alzò per la prima volta in un globo aereostatico l’infelice Blanchart. Disfatto questo miserabile anfiteatro, ne fu eretto uno provvisorio nell’anno 1803 dirimpetto al Castello, per eseguirvi le corse di bighe e di cavalli, in occasione della celebrata fondazione del Foro Bonaparte. Il modello di quell’anfiteatro era stato ideato dal valente Architetto il Cavaliere Canonica, e tanto piacque che due anni dopo ebbe l’incarico di erigerne uno stabile, che è quello di cui porgiamo il disegno nell’unita stampa [N. 2. N.d.A.]. Demolite le fortificazioni del Castello di Milano, si pensò di adoperare parte di que’ materiali per costruire il nuovo anfiteatro. Sollecitata l’opera dal Governo, furono impiegati nella nuova costruzione migliaja di soldati della guarnigione e specialmente quelli spettanti al Genio; cosicché in breve quel lavoro venne condotto a termine. Nel 17 giugno 1807 si dava già in esso il primo spettacolo pubblico»

(G. Saochi, L’Anfiteatro, o l’Arena di Milano, in Società degli Editori degli Annali Universali delle Scienze e dell’Industria, Annali Universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio, Volume Quarantesimoterzo, Gennaio, Febbraio e Marzo, Tipografia Lampato, Milano 1835, pp. 67-68).

Osservando i lacerti delle bastionature cinquecentesche ancora presenti a Milano (di cui si parlerà in un nostro libro, prossimo ad uscire) possiamo immaginare che i conci di Ceppo d’Adda provengano proprio dalle demolite «fortificazioni del Castello di Milano», ma non solo. Si può ipotizzare che parte del materiale di reimpiego sia stato tratto anche dalla cortina bastionata esistente tra la fortificazione a pianta stellare della Fortezza Reale, la quale racchiudeva il medievale Castello di Porta Giovia, e il Bastione di Porta Volta, all’angolo nord-ovest della cinta.

In ogni caso ecco alcune foto scattate ai lacerti di cortine e bastioni milanesi (N. 3, 4 e 5), ma soprattutto al Bastione di Porta Romana (N. 6 e 7). Tali foto sono da paragonare poi al paramento murario dell’Arena (N. 8 e 9).

La parte decisamente interessante l’abbiamo però nel sottosuolo, dove le spallette dei canali ipogei a servizio dell’Arena presentano ben pochi conci di conglomerato, come riscontrato in Roggia Castello (N. 10 e 11). Difatti nel sottosuolo abbiamo una prevalenza di elementi di granito scolpiti a bugnato, chiaramente di reimpiego. (CONTINUA).

 

Arena o Stadio Civico di Milano

Arena o Stadio Civico di Milano

La forma dell’Arena, o Stadio Civico, è progettata dall’architetto Luigi Canonica (Tesserete, Lugano 1762 – Milano 1844) e realizzata in legno nel 1803, ma ricostruita in muratura e inaugurata nel 1807. La forma richiama l’anfiteatro classico ed era originariamente destinata a ospitare corse di cavalli, di bighe, naumachie, ecc.

Scrive l’architetto Gianni Mezzanotte: «L’Arena fa parte del complesso del Foro Bonaparte, ma l’apparizione di questo edificio è improvvisa, non essendo contemplato in quel luogo nei tanti disegni presentati dal Canonica. Il Cusani ricorda che l’origine dell’edificio sta nel recinto di legno, eretto di fronte al Castello, verso la città, appena restaurata la Cisalpina, per la corsa delle bighe. Ma per un incidente causato dalla folla strabocchevole, poco mancò che crollasse, e l’architetto di Stato fu incaricato di sostituirlo nello stesso luogo con un circo capace di 4000 spettatori. Ma anche questo si rivelò insufficiente, e si decise di costruire l’Arena nelle dimensioni e nel luogo attuali. Furono utilizzati i materiali ricavati dai demoliti spalti del Castello. Dal primo apparato resta una traccia in una stampa del 1801; il secondo, pure in legno, al quale si applicò l’Appiani, per la festa del 26 giugno 1803, è notissimo per la stampa del Sanquirico, ed ora per una pianta rinvenuta a Lugano. Disegnato il progetto nel 1805, il 17 giugno 1807 lo stadio, capace di trentamila persone, era inaugurato con una corsa; nel dicembre dello stesso anno Napoleone volle presenziare alla prima regata; tuttavia i lavori continuarono a lungo, per le molte sospensioni cui dovettero soggiacere, comportando anche modifiche al disegno iniziale. Il pulvinare e la porta trionfale furono compiuti nel 1813; la porta “libitinaria”, di fronte al pulvinare, fu eretta nel 1824; le carceri solo nel 1827 (…). L’opera ebbe un’eco molto vasta e diede fama al Canonica, che anche oggi è noto al pubblico per questa architettura. Tennero conto dell’Arena di Milano, almeno marginalmente, i vari “anfiteatri” sorti in quegli anni: quello del Cusi a Como (1813), a lato del teatro, e quello dell’Aspari a Bologna (l’Arena del sole, 1810); e ancora altri, come lo Sferisterio di Macerata (1821-29)» (Gianni Mezzanotte, Architettura neoclassica in Lombardia, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1966, pp. 290-291).

Il monumentale edificio era dotato di un impianto idraulico per l’allagamento della parte interna, garantendo ovviamente il conseguente deflusso, in occasione dei giochi d’acqua e delle naumachie. Col passare del tempo le opere idrauliche sono state completamente voltate e relegate nel sottosuolo, anche soprattutto per il cambio di destinazione d’uso.

 

Seguire gli speleologi dello SCAM durante le loro esplorazioni

Seguire gli speleologi dello SCAM durante le loro esplorazioni

Le più recenti tecnologie hanno permesso anche a noi speleologi di raccontare in modo ancora più esaustivo e diretto le esplorazioni nelle cavità artificiali, permettendo a chiunque di vivere da vicino le nostre sensazioni ed emozioni quando visitiamo una parte inesplorata della città. Qui di seguito vi invitiamo a vedere alcuni spezzoni delle nostre riprese: non ci sono ritocchi, migliorie, filtri o un montaggio particolare. Il nostro desiderio è quello di condurvi con noi e di mostrarvi come avvengono esattamente le operazioni in ambito cittadino. Vi auguriamo una buona visione con una selezione di filmati riguardanti la recente esplorazione di Roggia Castello nei pressi dell’Arena Civica di Milano.