I penetranti e cadenzati suoni della sirena davano il preallarme, l’allarme e il cessato allarme. La gente così sapeva di doversi recare, e di corsa, nei rifugi antiaerei.

Ma prima delle ostilità la sirena serviva, e tutt’oggi serve, a ben altri scopi. Erano prodotte per essere installate nelle fabbriche, negli aeroporti, nelle caserme dei Vigili del Fuoco, ecc. I primi tipi di sirena erano elettromagnetici, a membrana vibrante, ma risultavano poco potenti; successivamente s’impiegarono anche le sirene elettromeccaniche, a turbamento d’aria.

Durante la Prima Guerra Mondiale si erano proposti e sperimentati vari sistemi per allertare alla popolazione civile, all’approssimarsi di velivoli avversari. Suono delle campane, esplosione di razzi e petardi, persino il suono delle trombette da postino doveva servire ad avvisare gli abitanti di città e paesi. Ma inizialmente si nutrivano delle perplessità in quanto i segnali acustici avrebbero potuto favorire, di notte, l’orientamento degli aeroplani avversari sugli obiettivi.

Ad esempio, a Como si “requisirono” dal Museo due piccoli cannoni ottocenteschi ad avancarica per colocarli al Castello Baradello, in cima all’omonimo colle che sovrasta la città: i colpi a salve sarebbero stati bene uditi (Maria Antonietta Breda, Gianluca Padovan, Como 1915 – 1945: protezione dei Civili e rifugi antiaerei, Lo Scarabeo Editrice, Milano 2014, pp. 47-48).

Ma ben presto si pervenne alla considerazione che il sistema migliore era l’utilizzo delle sirene.

Ad esempio a Como, in data 13 giugno 1940, abbiamo la comunicazione del Prefetto Presidente Mario Trinchero, il quale tra le varie disposizioni richiede che «Nelle località ove il segnale d’allarme è udito meno distintamente, i vigili del fuoco integreranno il suono delle sirene fisse adoperando mezzi sussidiari di allarme costituiti da sirena a mano, motocarrozzette, con sirene a campana, raganelle, ecc. Questi mezzi complementari dovranno subito essere azionati da detti vigili, che appena udranno l’allarme scatteranno immediatamente percorrendo le zone di silenzio» (Archivio del Comune di Como, Anno 1932-1945, N° 3779, Fasc. 2).

In un documento del «Comune di Milano, Ufficio Tecnico – Divisione VI, Sezione Servizi industriali», datato 13 gennaio 1950, le sirene installate a Milano tra 1933 e 1945 dal Comune risultano essere state 53 (Atti del Comune di Milano, Cittadella degli Archivi e Archivio Civico di Milano).

Nello specifico, a Milano nel 1933 vi è l’installazione di «un centralino e di n° 15 sirene tipo SAAR», mentre nel 1937 s’installano altre 18 sirene. L’anno seguente vi è lo «Spostamento di n° 5 sirene dal Centro alla periferia». Nel 1939 si registra l’«Installazione di n° 6 sirene tipo elettromeccaniche».

Agli inizi del 1940 abbiamo lo spostamento della Centrale d’Allarme da piazza degli Affari alla Regia Prefettura, ovvero all’interno della cosiddetta “Torre delle Sirene”, nonché il «Trasporto di n° 6 sirene dal Centro alla periferia» e l’«Acquisto ed installazione di n° 6 sirene elettromagnetiche e di 1 centralino tipo SIIS». Inoltre: «Acquisto ed installazione di una sirena per la Galleria V. Emanuele. Lavoro Stipel per collegamento e impianto elettrico».

L’anno seguente si ha l’«Installazione di n° 17 sirene elettromagnetiche. Collegamento e adattamento delle sirene della Stazione e del Magazzeno di Baggio».

Nei successivi anni di guerra si registrano solo i costi delle manutenzioni affidate alla Ditta SAITE, nonché le spese per le riparazioni, l’energia elettrica, il canone Stipel, ecc.

Con il 1945 e la fine delle ostilità avviene la dismissione dell’impianto d’allarme: «Smontaggio di n° 35 sirene su invito della Prefettura». In ogni caso mancherebbero “all’appello” ancora 18 sirene su 53.

A corredo si uniscono un paio d’immagini di sirene antiaeree.

A.«Sirena di grande potenza» brevettata dall’ing. Baldrocchi (Cittadella degli Archivi e Archivio Civico di Milano).

B.Sirena d’epoca proveniente da Milano, conservata presso la “Galleria Storica dei Vigili del Fuoco” a Chiavenna. Sul fusto metallico e in rilievo si legge: «ing. v. fachini milano brev. n. 522», mentre una consunta targhetta rivettata riporta la scritta «marelli» (foto Davide Padovan).

L’altro giorno Davide ci ha segnalato l’esistenza di una “sirena”, esposta nel locale milanese“Pizzeria Fabbrica con Cucina”, situato in Viale Pasubio n. 2 (web: lafabbricapizzeria.it.). Ovviamente siamo andati a fotografarla.

Si tratterebbe, come recita il piccolo cartello appeso sotto l’oggetto, di un «Diffusore di una fabbrica per sirena di allarme aereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale». All’interno del cono metallico si legge ancora il nome della fabbrica: Magnadyne.

Si ringrazia il Gestore per averci lascito fotografare questo “pezzo di storia”.

Sui tetti della città vi sono ancora sirene d’allarme risalenti all’ultima guerra mondiale? Forse sì. Se vi capiterà d’individuarle e avrete la possibilità di fotografarle, inviateci il materiale, chiaramente corredato da un vostro scritto, anche breve: saremo lieti di pubblicarlo.